Che la rete italiana sia fragile, fragilissima ce ne siamo accorti da tempo. Se le infrastutture in questo paese sono ormai ferme da quarant’anni anche la rete internet, ben più giovane, incomicia a mostrare i segni della sua vecchiaia. La conferma arriva dall’episodio di lunedì 5 maggio in via Caldera a Milano dove una centralina ha smesso di funzionare per un’ora e mezza. Il blocco di quello che viene chiamato Mix (Milan Internet Exchange) che permette la connessione tra i grandi provider di rete internet ha generato il blocco di siti grandi siti web residenti ed il rallentamento in generale del traffico internet italiano. Il problema è che il Mix gestisce una stragrande maggioranza del traffico: un problema in via Caldera significa fermare tutto l’internet italiano. Perchè non creare un secondo nodo di interscambio? Alcuni tentativi di creare un analogo punto di scambio a Roma ci sono già stati, ma con scarsi risultati. Il punto è che se viene affondato il Mix non c’è alternativa: siamo condannati alla stessa sorte di Egitto e India di qualche settimana fa.
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