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	<title>Internet News &#187; Copyright</title>
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	<description>Recensioni e informazioni su tutto il mondo dell&#039;informatica</description>
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		<title>YouTube vince contro Telecinco la battaglia del Copyright</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 12:43:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Madrid sì, a Roma no. YouTube vince la causa contro la televisione Telecinco, di proprietà Mediaset, che aveva intentato una causa contro YouTube per violazione di copyright. Questa volta il giudice spagnolo di Madrid ha dato ragione alla controllata di Google: viene riconosciuto a YouTube il fatto di essere un internet provider e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/09/youtube.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-766" title="youtube" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/09/youtube.jpg" alt="" width="126" height="80" /></a>A Madrid sì, a Roma no. <strong>YouTube</strong> vince la causa contro la televisione Telecinco, di proprietà Mediaset, che aveva intentato una causa contro YouTube per violazione di copyright. Questa volta il giudice spagnolo di Madrid ha dato ragione alla controllata di <strong>Google</strong>: viene riconosciuto a YouTube il fatto di essere un internet provider e non un content provider. In pratica YouTube ci mette l&#8217;infrastruttura tecnica ma non è responsabile dei contenuti. Ma la sentenza è interessante perchè YouTube ha ammesso che anche in Italia quasi tutte (eccetto una, Mediaset) le televisioni fanno uso del Content ID: in pratica se viene caricato un video uguale ad un programma televisivo YouTube avverte l&#8217;emittente. A questo punto l&#8217;emittente televisiva può decidere se <strong>YouTube</strong> deve togliere il contenuto,  se inserire la sua pubblicità oppure se non fare niente.</p>
<p><span id="more-13738"></span></p>
<h3>I contenuti su YouTube sono dunque legali</h3>
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Il fatto interessante che di deduce è questo: in pratica tutti contenuti televisivi presenti su YouTube al momento, ad eccezione di quelli Mediaset, sono &#8220;legali&#8221; su YouTube in quanto il legittimo proprietario è stato informato e ha preso la sua decisione in merito. A YouTube basta che venga fornita la copia del video identica a quella che è stata caricata. E&#8217; apprezzabilissima la visione del copyright che è presente su YouTube e riassunta nel comunicato del Blog di Google. Eccola qui</p>
<p><a href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/09/una-grande-vittoria-per-internet.html" target="_blank">http://googleitalia.blogspot.com/2010/09/una-grande-vittoria-per-internet.html</a></p>
<p><strong>Gli editoriali di Mr.Blog</strong></p>
<p>Per contatti: info@internet-news.it</p>
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		<title>Blockbuster chiude. I film in streaming su internet</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 12:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta parliamo della celebre catena di film e videogiochi che risponde al nome di Blockbuster, simbolo di quell&#8217;home video anni &#8217;90 che oggi sembra assolutamente in declino. Blockbuster è in fallimento a causa di internet e della fruizione in streaming dei film che normalmente avremmo noleggiato dal Blockbuster più vicino. Internet, insieme alla violazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2010/08/blockbuster.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13319" title="blockbuster" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2010/08/blockbuster.jpg" alt="" width="478" height="345" /></a></p>
<p>Questa volta parliamo della celebre catena di film e videogiochi che risponde al nome di <strong>Blockbuster</strong>, simbolo di quell&#8217;home video anni &#8217;90 che oggi sembra assolutamente in declino. Blockbuster è in fallimento a causa di internet e della fruizione in streaming dei film che normalmente avremmo noleggiato dal Blockbuster più vicino. Internet, insieme alla violazione continua dell&#8217;attuale legge sul copyright, hanno determinato una<strong> grave crisi</strong> per l&#8217;azienda che se ora vuole sopravvivere, così come è accaduto per i cd e la musica in genere, deve cambiare il modello di business. Con l&#8217;internet attuale, l&#8217;avvento di YouTube e Megavideo, tanto per fare dei nomi, il noleggio dei film non è assolutamente più cosa da fare sia per la scomodità di dover riportare il film dopo averlo visto, sia per il costo del noleggio. Anche i 3 euro sono diventati troppi per l&#8217;utente bombardato da <strong>video</strong> di tutti i generi su internet.</p>
<h3><span id="more-13318"></span>Solo il mobile ci salverà?</h3>
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Su YouTube e su Megavideo sarà possibile vedere il nostro film amato senza spendere un Euro. Putroppo per tutti i contenuti multimediali la fine è sempre la stessa: più internet avanza, più cd e film vengono visti gratuitamente. A scapito della qualità dei prodotti. E il movimento sembra inarrestabile perchè è anche l&#8217;abitudine a pagare un certo di prodotto che viene meno. Per il momento l&#8217;unica salvezza per Blockbuster &amp; co. è quella di inserire pubblicità fornendo gratuitamente l&#8217;accesso. Sperando che il <strong>mobile</strong> possa venire d&#8217;aiuto anche in questo caso con qualche contenuto sul telefonino a pagamento&#8230;</p>
<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/gino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-493" title="Gino Silvatici" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/gino.jpg" alt="" width="39" height="35" /></a>Gli editoriali di Mr. Blog<br />
info@internet-news.it</p>
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		<item>
		<title>I video che violano il Copyright saranno senza audio su YouTube</title>
		<link>http://www.internet-news.it/2009/01/16/video-violano-copyright-senza-audio-youtube/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 15:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Una soluzione per risolvere il problema del Copyright su YouTube: togliere l&#8217;audio. Così i programmatori della celebre piattaforma video cercheranno di penalizzare chi mette contenuti coperti da diritto d&#8217;autore senza tuttavia limitare troppo la creatività. Creare quindi una degradazione dei contenuti per mantenere in vita YouTube senza penalizzare gli utenti. Ma si riuscirà davvero a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2009/01/youtube_video_copyright.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3197" title="youtube_video_copyright" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2009/01/youtube_video_copyright.jpg" alt="" width="240" height="206" /></a>Una soluzione per risolvere il problema del <strong>Copyright</strong> su YouTube: togliere l&#8217;audio. Così i programmatori della celebre piattaforma video cercheranno di penalizzare chi mette contenuti coperti da diritto d&#8217;autore senza tuttavia limitare troppo la creatività. Creare quindi una degradazione dei contenuti per mantenere in vita <strong>YouTube</strong> senza penalizzare gli utenti. Ma si riuscirà davvero a risolvere il problema, oppure YouTube perderà appeal a favore di altre piattaforme <strong>video</strong>?</p>
<p><span id="more-3195"></span></p>
<h3>Piattaforme video dappertutto. Ma YouTube è diversa. Questa norma restrittiva sul Copyright come inciderà?</h3>
<p>Stanno nascendo tanti piccoli YouTube, pur non avendone la stessa forza, blasone e importanza. Ovviamente il problema relativo al <strong>copyright</strong> deve essere risolto per tutti quei video coperti da diritto d&#8217;autore che vengono messi su YouTube. La soluzione di togliere l&#8217;audio dai video tende a risolvere il problema della musica. Su <strong>YouTube</strong> infatti era possibile estrarre da un video un mp3 con programmi scaricabili online. Con questo provvedimento non sarà più possibile farsi i propri cd estraendo tracce audio da YouTube.</p>
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<p>Si darà la possibilità di sostituire l&#8217;audio del videoclip con una traccia libera da Copyright. Le<strong> major </strong>dovranno organizzarsi e segnalare il più possibile contenuti audio &#8220;scorretti&#8221; a YouTube in modo che possa provvedere a bannarli. Ma questo risolverà il problema? E se molti utenti scappassero da YouTube per caricare video su altre piattaforme? Da parte di YouTube è miglioramento rispetto a prima: il <strong>video </strong>non verrà più rimosso, ma verrà data una seconda possibilità all&#8217;utente di caricare un&#8217;altra traccia audio senza che il video venga tolto.</p>
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		<title>Accordo tra Rai e YouTube su video e copyright</title>
		<link>http://www.internet-news.it/2008/10/14/accordo-tra-rai-e-youtube-su-video-e-copyright/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 13:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[Nascerà un canale brandizzato Rai, una selezione  dei video Rai attraverso YouTube. RaiNet caricherà quindi i propri contenuti sul proprio branded channel YouTube, rendendoli consultabili agli utenti di tutto il mondo. RaiNet userà inoltre l’avanzata tecnologia VideoID di YouTube per gestire e proteggere i propri contenuti sul sito.  RAI si aggiunge ai molti altri partner [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/reality.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-440" style="margin: 8px;" title="reality show" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/reality.jpg" alt="" width="240" height="217" /></a>Nascerà un canale brandizzato <strong>Rai</strong>, una selezione  dei video Rai attraverso <strong>YouTube</strong>. <strong>RaiNet </strong>caricherà quindi i propri contenuti sul proprio branded channel YouTube, rendendoli consultabili agli utenti di tutto il mondo. RaiNet userà inoltre l’avanzata tecnologia <strong>VideoID </strong>di YouTube per gestire e proteggere i propri contenuti sul sito. <strong> RAI </strong>si aggiunge ai molti altri partner di YouTube che hanno adottato questo strumento, tra i quali vi sono CBS, Lionsgate, Electronic Arts, Sony BMG Europe e AFP.</p>
<p><span id="more-1205"></span></p>
<h3>La Rai all&#8217;avanguardia su Internet</h3>
<p>La <strong>Rai</strong> è quindi il primo network italiano che ha fatto un accordo con YouTube per la gestione del copyright. Da un po&#8217; di tempo la Rai, sulla base di una serie di progetti già lanciati, dava l&#8217;impressione di essere avanti per quanto riguarda i new media. Un accordo ottimo che speriamo possa seguire anche <strong>Mediaset</strong>, come già si vocifera da un po&#8217;, a seguito della famosa richiesta danni a <strong>YouTube </strong>per 500 milioni di Euro. In una prima fase, l’offerta di <strong>RaiNet </strong>su YouTube consisterà nel rafforzamento del branded channel già attivo, in crescita da gennaio 2008. Dai prossimi mesi saranno invece strutturati dei canali tematici &#8211; news, Junior, fiction, cult clip e comicità &#8211; pensati per il pubblico giovane.</p>
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<p>Per vedere il canale brandizzato di YouTube della Rai è possibile consultare questo link</p>
<p><a href="http://it.youtube.com/watch?v=wExVcvVt_ww" target="_blank">http://it.youtube.com/watch?v=wExVcvVt_ww</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La net neutrality finirà a breve. I contenuti internet a pagamento</title>
		<link>http://www.internet-news.it/2008/08/28/la-net-neutrality-finira-a-breve-i-contenuti-internet-a-pagamento/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 06:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.internet-news.it/?p=621</guid>
		<description><![CDATA[La nascita delle IpTV (in Italia Tiscali e Alice) e il predominio delle piattaforme video come  YouTube e Google Video imporrà presto di creare un internet a due velocità. Ovvero pagare per vedere certi tipi di contenuti. Una rivoluzione che può essere simile a quella dell&#8217;introduzione nella televisione della tv via cavo. Sì, perchè oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/iptv.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-624" style="margin: 8px;" title="iptv by: Michele Ficara Manganelli" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/iptv.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>La nascita delle <strong>IpTV </strong>(in Italia <strong>Tiscali</strong> e <strong>Alice</strong>) e il predominio delle piattaforme video come  <strong>YouTube</strong> e <strong>Google Video</strong> imporrà presto di creare un internet a due velocità. Ovvero pagare per vedere certi tipi di contenuti. Una rivoluzione che può essere simile a quella dell&#8217;introduzione nella televisione della<strong> tv via cavo</strong>. Sì, perchè oggi su internet la gratuità ovviamente genera scarsissimi profitti, derivanti per lo più da <strong>pubblicità indiretta </strong>mantenuta da un monopolio (Google). L&#8217;incessante aumento dell&#8217;audience della rete, soprattutto tra le fasce più giovani, fa tracimare spettatori e lettori dai normali mezzi di comunicazione come giornali e tv. Un indebolimento del business televisivo dovrà per forza di cose aumentare le possibilità di guadagno da parte delle major tramite i new media.</p>
<p><span id="more-621"></span></p>
<h4>Internet di serie A e di serie B: si risolve il problema del copyright (a vantaggio dei soliti noti)</h4>
<p>Uno dei problemi che genera la rete libera per le major radiotelevisive è quello di riuscire difficilmente a ricavare introiti e royalties proprio perchè molti dei loro contenuti possono essere scaricabili gratuitamente su piattaforme video o su siti di condivisione peer to peer. Inserendo siti internet che producono contenuti, audio-video coperti da copyright all&#8217;interno di un circuito della rete a pagamento, può risolvere per le major la possibilità di non ricevere un euro dai loro prodotti. Senza dover chiedere carte di credito o altro. Sarà infatti il fornitore di connessione ADSL a venderti un pacchetto di navigazione che includa anche la possibilità di visualizzazione e download di certi siti. Per esempio potremo avere il pacchetto informazione (per vedere La Repubblica, il Corriere, la Gazzetta, il Sole24ore), oppure il pacchetto Video-tv (con YouTube, Myspace e Google video), il pacchetto Hot (siti porno a gogò..),ecc&#8230;Tutto in regola dal punto di vista del copyright. Internet diventerà così la nuova tv a pagamento.</p>
<h4>Vantaggi e svantaggi per Internet service provider e content provider</h4>
<p>I vantaggi principali saranno per gli internet service provider, ovvero coloro che offrono l&#8217;infrastruttura tecnica per viaggiare su internet. Eh si, perchè a quanto pare YouTube e tutte le altre applicazioni del Web 2.0. richiedono sempre più banda e infrastruttura. In questo modo potrà diminuire certo il prezzo dell&#8217;ADSL standard ma saranno introdotti quei pacchetti di navigazione di cui sopra.</p>
<p>A che serve avere soltanto l&#8217;ADSL se non puoi vedere i siti migliori?</p>
<p>Si creerà un <strong>internet di serie A </strong>con siti &#8220;nobili&#8221;, avanzati, con accessi filtrati. Si potrà accedere soltanto a pagamento. Molti la chiameranno censura. Ci sarà poi un <strong>internet di serie B</strong> con tutti quei siti gratuiti che continueranno a elemosinare gli spiccioli della pubblicità indiretta. Per i content provider (siti internet)  di serie A questo sistema sarà una manna perchè permetterà di ottenere i proventi dalla vendita dei pacchetti degli ISP agli utenti. Pensiamo ad esempio ai quotidiani che potranno smettere del tutto di vendere le loro copie cartacee: meno costi di stampa e distribuzione, più lettori. Maggiore guadagno. Oltre agli introiti pubblicitari, che ci sono anche oggi.</p>
<p>Per gli sfigati di Serie B, l&#8217;unica speranza è quella di poter saltare &#8220;di categoria&#8221; altrimenti addio sogni di gloria. Meno accessi e meno guadagni da pubblicità indiretta. A meno che&#8230; tutti indipendentemnete dal loro brand e dalla loro forza contrattuale possano decidere se entrare senza barriere nell&#8217;internet di serie A. O rimanere gratuiti nell&#8217;internet di serie B.</p>
<h4>Se arrivano i soldi, migliora la qualità dei prodotti?</h4>
<p>Oggi le startup e i progetti interessanti fanno fatica a svilupparsi per la mancanza di venture capital, soprattutto in Italia, in quanto il &#8220;<strong>Return over Investment</strong>&#8221; è veramente basso, nonostante numeri interessanti. Un libro che vende 20.000 copie in un anno ha un introito di<strong> 400.000 euro</strong>. I nostri siti che hanno anche 300.000 visitatori in un anno riusciranno a malapena a incassare qualche migliaio di euro di pubblicità indiretta.  Se quindi ci sono maggiori possibilità di guadagno con un internet a pagamento, anche gli investimenti dovrebbero essere più interessanti. In questo modo la qualità delle startup dovrebbe alzarsi.</p>
<p>Il nostro viaggio nell&#8217;ipotesi dell&#8217;internet del futuro continua nella prossima puntata&#8230;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Fatta la legge, trovato l&#8217;inganno: Pirate Bay aggira la censura</title>
		<link>http://www.internet-news.it/2008/08/13/fatta-la-legge-trovato-linganno-pirate-bay-aggira-la-censura/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 10:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.internet-news.it/?p=539</guid>
		<description><![CDATA[In base ad una sentenza del tribunale di Bergamo, la Guardia di Finanza aveva inibito la possibilità di accedere al noto sito Pirate Bay, portale per scaricare contenuti protetti da copyright. Il divieto vigente in Italia è stato aggirato come rivela un duro comunicato stampa da parte del sito svedese, semplicemente cambiando l&#8216;Ip e quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/pirate_bay_logo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-541" style="margin: 8px;" title="Pirate Bay, il sito per scaricare contenuti coperti da copyright. By: Dewuka" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/pirate_bay_logo1.jpg" alt="" width="175" height="188" /></a></p>
<p>In base ad una sentenza del tribunale di Bergamo, la Guardia di Finanza aveva inibito la possibilità di accedere al noto sito <strong>Pirate Bay</strong>, portale per scaricare contenuti protetti da <strong>copyright</strong>.</p>
<p>Il divieto vigente in <strong>Italia</strong> è stato aggirato come rivela un duro comunicato stampa da parte del sito svedese, semplicemente cambiando l<strong>&#8216;Ip</strong> e quindi la posizione fisica della macchina che ospita  il portale. In questo modo anche gli utenti italiani possono continuare a scaricare i propri contenuti via torrent.</p>
<p><span id="more-539"></span></p>
<h4>Il Comunicato Stampa di Pirate Bay</h4>
<p>Disponibile qui: <a href="http://thepiratebay.org/blog/123" target="_blank">http://thepiratebay.org/blog/123</a></p>
<p><em>We&#8217;re quite used to fascist countries not allowing freedom of speech. A lot of smaller nations that have dictators decide to block our site since we can help spread information that could be harmful to the dictators.</em></p>
<p><em>This time it&#8217;s Italy. They suffer from a really bad background as one of the IFPIs was formed in Italy during the fascist years and now they have a fascist leader in the country, Silvio Berlusconi. Berlusconi is also the most powerful person in Italian media owning a lot of companies that compete with The Pirate Bay and he would like to stay that way &#8211; so one of his lackeys, Giancarlo Mancusi, ordered a shutdown of our domain name and IP in Italy to make it hard to not support Berlusconis empire.</em></p>
<p><em>We have had fights previously in Italy, recently with our successful art installation where we had to storm Fortezza in order to get our art done. And as usual, we won. We will also win this time.</em></p>
<p><em>We have already changed IP for the website &#8211; that makes it work for half the ISPs again. And we want you all to inform your italian friends to switch their DNS to <a href="http://www.opendns.com/">OpenDNS</a> so they can bypass their ISPs filters. This will also let them bypass the other filters installed by the Italian government, as a bonus. And for the meanwhile &#8211; <a href="http://labaia.org/">http://labaia.org</a> works (La Baia means The Bay in Italian).</em></p>
<p><em>And please, everybody should also contact their ISP and tell them that this is not OK and that the ISPs should appeal. We don&#8217;t want a censored internet! And the war starts here&#8230;</em></p>
<h4>Morale della favola: la censura su Internet funziona?</h4>
<p>Il problema del <strong>copyright</strong> si ripropone giorno dopo giorno dal caso <a href="http://www.internet-news.it/2008/08/12/trenta-video-di-protesta-contro-mediaset-su-youtube/" target="_blank">Mediaset vs YouTube</a> a questa nuova vicenda che coinvolge <strong>Pirate Bay</strong>. Occorre quanto prima armonizzare il problema dei diritti d&#8217;autore allargando le maglie dell&#8217;attuale legislazione vigente per renderla più adatta all&#8217;universo della Rete. Basta cambiare un numero di <strong>IP</strong> per sfuggire ai controlli e per distruggere i giusti compensi degli autori. La censura infatti su Internet può essere inefficace nei suoi effetti e soprattutto può generare una sorta di conflitto &#8220;ideologico-mediatico&#8221; producendo battaglie  a non finire tra buoni e cattivi. Tra i difensori della libertà su internet e i malvagi censori attaccati ai soldi. Per il buonsenso, meglio forse qualche offerta libera in più per i prodotti digitali (anche se questo abbassa decisamente il guadagno delle Major) che una guerra fino all&#8217;ultimo MB scaricato illegamente.</p>
<p>Chi ruba ai ladri va in galera lo stesso. E ci rimane di più.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trenta Video di protesta contro Mediaset su YouTube</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 09:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
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		<description><![CDATA[Mediaset aveva chiesto circa 500 milioni di danni per l&#8217;utilizzo senza concessioni di materiale protetto da copyright da parte degli utenti di YouTube. La risposta, come prevedibile, non si è fatta aspettare: sono già trenta, nonostante il periodo vacanziero, i video di protesta contro Mediaset. Tv vs YouTube Siamo allo scontro diretto di YouTube contro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.internet-news.it/2008/08/12/trenta-video-di-protesta-contro-mediaset-su-youtube/"><img class="alignleft size-medium wp-image-516" style="margin: 8px;" title="video YouTube contro Mediaset" src="http://www.internet-news.it/wp-content/uploads/2008/08/parabola.jpg" alt="" width="230" height="240" /></a><strong></strong></p>
<p><strong>Mediaset </strong>aveva chiesto circa 500 milioni di danni per l&#8217;utilizzo senza concessioni di materiale protetto da copyright da parte degli utenti di <strong>YouTube</strong>.</p>
<p>La risposta, come prevedibile, non si è fatta aspettare: sono già trenta, nonostante il periodo vacanziero, i video di protesta contro Mediaset.<span id="more-515"></span></p>
<h4>Tv vs YouTube</h4>
<p>Siamo allo scontro diretto di <strong>YouTube</strong> contro la <strong>Tv</strong>? Beh, forse ci eravamo già.. Ma è certo che la mossa di Mediaset, seppur corretta dal punto di vista legale, non porterà certamente dei feedback positivi come affermano alcuni prendendo a paradigma quello che è successo a <strong>Viacom</strong> che si era scagliata negli Stati Uniti  contro <strong>Google</strong> chiedendo, sempre per lo stesso motivo, un risarcimento milionario.</p>
<h4>Utenti YouTube inferociti contro Mediaset: perchè?</h4>
<p>Nei video di protesta su YouTube contro il ricorso Mediaset la posizione è unanime: perchè Mediaset reclama diritti su YouTube quando la stessa Mediaset, a loro detta, utilizza liberamente <strong>filmati</strong> e materiale prodotto da utenti ( i più raffinati direbbero &#8220;user generated content&#8221;) senza versare loro un euro di <strong>copyright</strong>, nè chiedendo alcun permesso per l&#8217;utilizzo?</p>
<p>Una storia che probabilmente sentiremo molto spesso in futuro, non tanto, a mio avviso, per particolari questioni ideologiche (vedi censura) ma per motivi strutturali: occorre una legge sul copyright (come la Commons Creative?)che possa mettere in chiaro i diritti e i doveri di tutti nell&#8217;era dei reporter diffusi e dei fenomeni nati su internet.</p>
<p>In attesa che il legislatore possa rifletterci in queste vacanze agostane, rimaniamo alla finestra..</p>
<p>Stay Tuned.</p>
<p>La Notizia Ansa: <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2008-08-11_111265129.html" target="_blank">http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2008-08-11_111265129.html</a></p>
<p><strong>Un ruggito per YouTube</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iSzNrn2Rdbc&amp;hl=en&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iSzNrn2Rdbc&amp;hl=en&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La Uefa contro YouTube: no ai video amatoriali degli Europei</title>
		<link>http://www.internet-news.it/2008/06/11/la-uefa-contro-youtube-no-ai-video-amatoriali-degli-europei/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 14:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[La Uefa aveva già dichiarato guerra a internet con un comunicato di qualche mese fa. Oggi però dalle parole si è passati ai fatti. Ho cercato infatti alcuni spezzoni (video) della partita Spagna &#8211; Russia per captare qualche highlights visto che mi sono perso la partita. Su YouTube sono presenti alcuni video ma è impossibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Uefa</strong> aveva già dichiarato guerra  a<strong> internet</strong> con un comunicato di qualche mese fa. Oggi però dalle parole si è passati ai fatti. Ho cercato infatti alcuni spezzoni (<strong>video</strong>) della partita<strong> Spagna &#8211; Russia</strong> per captare qualche <strong>highlights</strong> visto che mi sono perso la partita. Su <strong>YouTube</strong> sono presenti alcuni video ma è impossibile visualizzarli. Compare infatti questo errore:</p>
<p><strong>Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di UEFA</strong></p>
<p>La <strong>Uefa </strong>sta facendo le cose per bene. Significa che il supremo organo del calcio continentale ha assunto uno staff per setacciare internet (ed in particolare YouTube) per bloccare la diffusione di materiale non coperto da<strong> copyright</strong>. Un&#8217;azione che non credo abbia precedenti: per esempio tutte le partite del <strong>mondiale del 2006</strong> si possono vedere tranquillamente su YouTube. Questo tipo di azione potrebbe essere la prima di una serie che si avranno in futuro da parte di detentori di diritti televisivi per bloccare la diffusione dei filmati su internet. E&#8217; da capire se con l&#8217;uso di molti software che girano oggi su internet sia possibile recuperare comunque i video rimossi. Del resto vale sempre la regola che ciò che è stato almeno una volta su internet non è più cancellabile.</p>
<p>Tuttavia questa interpretazione dei diritti televisivi appare contro le nuove tendenze del <strong>copyright </strong>(Creative Commons) più flessibile e allo stesso tempo rispettoso delle regole e per questo la <strong>Uefa</strong> sembra tenere un atteggiamento troppo antiquato rispetto ai tempi. Ma del resto c&#8217;è da capirli: va salvata la baracca dei diritti in chiaro altrimenti che senso ha spendere milioni di euro per un emittente televisiva?<br />
Guarda qui per il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=MzIeSINhOlg&amp;feature=related&amp;session=7E__C9vKdrXdZWUmfTS40Wlhj_PcrgFRPs7Ige9oermCnFoYDisXCMlfkoVqZbHv0ytqdfAql_2F-9tL-CS_4vpfkmokyJvAwRj9qDRpOs0OwRfbJqUHd_2reTbZuvK19LjLr7NB3qloVImVVB_6KjoeQsnSEGGZwz4sZnVRFV0MskX2-XKKuz6fLTlZdzSUI6E8sag8oqXeBn77D1yxsz02HhRRNSV0tLLWpCvg0YpUM7rz8qam8viPQXJFkY6HbxkA_7VsIx2GVaaDGFnxrdW3eVPKGrdK">link<br />
</a></p>
<div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MzIeSINhOlg&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/MzIeSINhOlg&amp;hl=it"></embed></object></div>
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		<title>La legge sul Copyright in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 12:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; nata una nuova proposta di legge sul Copyright in Italia che riguarda internet. La proposta fa discutere sul punto che riguarda ad esempio le foto e il materiale audio che potranno essere pubblicati su un sito internet solo se di bassa qualità e su spazi non a pagamento. Nel mondo del Web 2.0. dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nata una nuova <strong>proposta di legge</strong> sul <strong>Copyrigh</strong>t in<strong> Italia</strong> che riguarda<strong> internet</strong>. La proposta fa discutere sul punto che riguarda ad esempio le<strong> foto</strong> e il materiale <strong>audio</strong> che potranno essere pubblicati su un sito internet solo se di <strong>bassa qualità</strong> e su spazi non a pagamento.</p>
<p>Nel mondo del <strong>Web 2.0</strong>. dove tutti possono creare contenuti (<strong>user generated content</strong>) tramite approcci <strong>Wiki</strong> e non,  la legge sul <strong>copyright</strong> diviene una priorità fondamentale per internet. E sarà la sfida del futuro prossimo.</p>
<p>Questa legge non sembra il meglio per l&#8217;internet italiano che negli ultimi tempi è stato straziato  tra <strong>iscrizione al Roc</strong> per i <strong>Blog</strong>, <strong>legge Urbani</strong>, ecc&#8230;</p>
<p>Non sarebbe meglio adottare la banalissima legge sul copyright sulla base del <a target="_blank" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/it/legalcode">Creative Commons Legal Code</a>?</p>
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		<title>Il Wiki sul diritto d&#8217;autore: un esempio di legislazione partecipativa</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 11:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>internetnews</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Copyright]]></category>

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		<description><![CDATA[Si apprende dall&#8217;interessante Blog www.spindoc.it  l&#8217;esistenza di un wiki a riguardo della legge sul diritto d&#8217;autore. E&#8217; stato possibile collaborare dal 14 al 20 novembre, così come avviene per le voci di Wikipedia, alla stesura del testo legislativo cancellando, modificando aggiungendo i propri emendamenti. Il testo finale è stato proposto alla commissione presso il Ministero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si apprende dall&#8217;interessante Blog <a href="http://www.spindoc.it" target="_blank">www.spindoc.it </a> l&#8217;esistenza di un wiki a riguardo della legge sul diritto d&#8217;autore. E&#8217; stato possibile collaborare dal 14 al 20 novembre, così come avviene per le voci di Wikipedia, alla stesura del testo legislativo cancellando, modificando aggiungendo i propri emendamenti. Il testo finale è stato proposto alla commissione presso il Ministero dei Beni Culturali</p>
<p>Questo il Wiki: <a href="http://wiki.itlex.net/index.php/ITLEX:Community_Portal" target="_blank">http://wiki.itlex.net/index.php/ITLEX:Community_Portal</a></p>
<p>Electronic Town Meeting e partecipazione legislativa sono strumenti messi a disposizione dal Web 2.0: si potranno modificare, in futuro, sempre più i processi decisionali?</p>
]]></content:encoded>
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