Trump rassicura i mercati, la guerra finirà a breve e l’accordo con l’Iran è a un passo. Anche se gli investitori sono preoccupati però i mercati salgono senza sosta. Il problema è che i movimenti delle truppe invece dicono il contrario. Gli Usa stanno ammassando uomini e mezzi proprio nello stretto di Hormuz. La pace non sembra davvero vicina: gli iraniani inoltre hanno messo delle barriere ben precise alla pace: occorre mantenere il controllo di Hormuz, l’arricchimento dell’uranio e lo sblocco delle sanzioni e dei beni congelati. Sembra molto improbabile che gli Usa con Israele firmino una rese del genere. E pertanto i discorsi li porta via il vento: vediamo se davvero ci sarà la pace o una nuova guerra con il conseguente lockdown energetico.
Continua a leggere La guerra finisce a breve secondo Trump: ma le truppe aumentanoUna chiusura prolungata di Hormuz è un grosso problema
Potrebbe finire anche la guerra tra IRAN-LIBANO /USA e ISRAELE, ma rimane il problema: lo stretto di Hormuz non sarà piu come prima e allora ogni nave dovrà pagare un pedaggio per passare. Il pagamento dei pedaggi non va giù agli armatori che sentono anche un certo senso di controllo e incertezza. Ricordiamoci infatti che si passa lo stretto sotto controllo dell’IRCG iraniano. Insomma se non c’è fiducia difficile sarà passare.
Continua a leggere Una chiusura prolungata di Hormuz è un grosso problemaNiente da fare: l’accordo USA – IRAN non si fa. E la benzina vola
Non sarà facile riaprire lo stretto di Hormuz, l’Iran ha capito che ha in mano una chiave importante per dissuadere gli occidentali ad attaccare di nuovo. La coalizione USA-Israele è assolutamente sotto pressione e al momento non sa come fare a rispondere. Iron Dome è sotto attacco e l’Iran riesce a bucare anche le più avanzate difese americane. C’è poco da fare. Occorre ridurre l’intensità del conflitto e arrivare ad un accordo prima che tutto diventi più difficile.
Non serve nemmeno chiudere completamente lo stretto. Basta:
aumentare il rischio percepito (mine, droni, attacchi mirati)
far salire i premi assicurativi sulle petroliere
rallentare il traffico
Questo produce effetti immediati sui prezzi dell’energia, mettendo pressione su:
Europa
economie asiatiche (soprattutto Cina e India)
È una forma di deterrenza asimmetrica molto efficace.
Continua a leggere Niente da fare: l’accordo USA – IRAN non si fa. E la benzina volaStasera l’Italia va o non va al Mondiale 2026?
C’è l’ostacolo Bosnia per l’Italia per accedere al Mondiale 2026. Gattuso e i suoi dovranno fare una super gara per entrare nella fase finale del mondiale 2026 e riportare l’Italia a vivere le notti magiche dopo quasi 12 anni. Era infatti il 2014 l’ultima volta che l’Italia ha visto i mondiali /eliminata nel girone. Ci sono però buone possibilità di passare. Ecco il video:
Continua a leggere Stasera l’Italia va o non va al Mondiale 2026?Truppe di terra o atomica in Iran? Le opzioni convenzionali sono terminate
I gruppi di telegram che si occupano di verificare la situazione sul campo tra Iran e USA/Israele stanno ormai notando che le opzioni convenzionali con lancio di missili sulle infrastrutture energetiche sono sostanzialmente terminate. Adesso l’escalation si deve basare su opzioni di sbarco di terra o bombe atomiche tattiche o più o meno sporche.
Continua a leggere Truppe di terra o atomica in Iran? Le opzioni convenzionali sono terminateCrisi infinita: ora mancano solo le truppe di terra
La crisi tra Iran /USA e Israele sembra non avere una fine. Mancano soltanto le truppe di terra nello stretto di Hormuz per avere il quadro completo ma sembra davvero che non ci sia niente da fare. L’Iran vuole essere certa di non essere attaccata prossimamente ed ecco che le petroliere saranno sempre più nel mirino.
Continua a leggere Crisi infinita: ora mancano solo le truppe di terraQuesta guerra quando finirà? A quanto andrà la benzina?
Il treno di stamani delle 7,30 è più pieno del solito. Per forza: l’auto costa tanto per gli spostamenti e sempre più persone hanno deciso di usare il treno e la bicicletta. Forse arriveremo agli obiettivi di riduzione della Co2 per un altro motivo: la spesa dei carburanti fossili sta diventando insostenibile. La guerra infatti è molto lunga: l’Iran non molla e gli Usa/Israele vogliono continuarla per una vittoria schiacciante. Tutto questo significherà prezzo del petrolio e inflazione alta con la riduzione degli stili di vita. Ma forse non è tutto male, basta riorganizzarsi per capire meglio come muoversi e consumare meno anche per avere una vita meno dipendente da questo tipo di eventi che capitano sempre più spesso.
Continua a leggere Questa guerra quando finirà? A quanto andrà la benzina?Il Milan è da scudetto anche a -6 dall’Inter?
Il Milan dopo la sconfitta con la Lazio è ancora in corsa scudetto? Sembrava che l’Inter avesse il fiato corto ma invece ha guadagnato 1 punto dopo il pareggio con l’Atalanta contestato. Entrambe non hanno le coppe e il calendario sembra più favorevole all’Inter.. Allegri quindi non scherza quando dice che arriverà entro le prime 4 non pensando allo scudetto?
Continua a leggere Il Milan è da scudetto anche a -6 dall’Inter?Rialzo dei Tassi: mutui, benzina, obbligazioni in pericolo
Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di rialzo dei tassi di interesse a seguito della guerra e della crisi del petrolio e del gas dovuta allo stretto di Hormuz chiuso. Quando le banche centrali aumentano i tassi, l’obiettivo principale è combattere l’inflazione, cioè l’aumento generalizzato dei prezzi. Tuttavia, questa decisione ha effetti a catena su molti aspetti dell’economia quotidiana: dai mutui alla benzina, fino agli investimenti in obbligazioni.
Perché i tassi vengono aumentati
Le banche centrali, come la Banca Centrale Europea o la Federal Reserve, tendono ad alzare i tassi quando l’inflazione diventa troppo elevata. Rendendo il denaro più caro da prendere in prestito, cercano di ridurre i consumi e gli investimenti, raffreddando così l’economia e limitando la crescita dei prezzi.
Questo meccanismo però non è indolore. Quando il costo del denaro aumenta, molte attività economiche rallentano perché famiglie e imprese devono pagare di più per finanziarsi.
Mutui più cari
Uno degli effetti più immediati riguarda i mutui immobiliari. Con il rialzo dei tassi, le banche aumentano il costo dei prestiti.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile la conseguenza è diretta: la rata mensile cresce perché l’interesse applicato segue l’andamento del mercato. Chi invece ha un mutuo a tasso fisso è più protetto, perché il tasso stabilito nel contratto non cambia durante la durata del finanziamento.
Questo fenomeno può ridurre la domanda di nuove case e rallentare il mercato immobiliare, perché molte famiglie rinunciano ad acquistare o rimandano la decisione.
Benzina e inflazione
Il rialzo dei tassi spesso è collegato a periodi di inflazione elevata, che può essere alimentata anche dall’aumento dei prezzi dell’energia e del petrolio. Ad esempio, tensioni geopolitiche o crisi internazionali possono far salire il prezzo del petrolio e spingere verso l’alto l’inflazione globale.
Quando l’energia diventa più costosa, aumentano anche i costi di trasporto e produzione. Questo si riflette su molti prodotti di uso quotidiano, compresi carburanti e beni alimentari.
Obbligazioni: opportunità e rischi
Il rialzo dei tassi ha effetti importanti anche sui mercati finanziari, in particolare sulle obbligazioni.
Quando i tassi salgono, le nuove obbligazioni emesse offrono rendimenti più alti. Di conseguenza, i titoli già in circolazione con tassi più bassi diventano meno interessanti e il loro prezzo tende a scendere sul mercato.
Questo significa che chi possiede obbligazioni può vedere diminuire il valore del proprio investimento se decide di venderle prima della scadenza.
Un equilibrio difficile
Il rialzo dei tassi è quindi uno strumento potente ma delicato. Da un lato aiuta a contenere l’inflazione, dall’altro può rallentare la crescita economica, aumentare il costo dei mutui e creare volatilità nei mercati finanziari.
Per questo motivo le banche centrali cercano sempre un equilibrio tra il controllo dei prezzi e la stabilità dell’economia. Le decisioni sui tassi influenzano direttamente la vita quotidiana delle famiglie e degli investitori, rendendo questo tema uno dei più importanti dell’economia moderna.
Continua a leggere Rialzo dei Tassi: mutui, benzina, obbligazioni in pericoloIl Milan batte l’Inter, riapre lo scudetto?
E’ bastata la vittoria per 1-0 contro l’Inter per riaprire le speranze dello scudetto dei rossoneri. Il problema non sono i 7 punti di vantaggio dell’Inter che certamente ha un margine ampio, il problema è la forma dei nerazzurri. Allegri sembra aver calibrato la preparazione proprio per avere uno spunto negli ultimi 2 mesi, ed è qui che si giocherà la sfida scudetto. Se l’Inter potesse perdere punti, il Milan potrebbe approfittarne avvicinandosi pericolosamente. Ecco il video
Continua a leggere Il Milan batte l’Inter, riapre lo scudetto?Hormuz ancora chiuso: la crisi è in arrivo
Per l’Italia la chiusura di Hormuz da parte dell’Iran significa stagflazione e poi crisi? Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti strategici più importanti del mondo per l’energia. Da questo stretto passa circa un quarto del commercio mondiale di petrolio e circa il 20% del gas naturale liquefatto (GNL).
Se il traffico si blocca, milioni di barili di petrolio e grandi quantità di gas restano nel Golfo Persico e non arrivano ai mercati internazionali.
Per l’Italia il problema non è tanto la mancanza immediata di petrolio, ma l’aumento dei prezzi dell’energia e dei trasporti.
Gli effetti principali sarebbero:
Prezzi più alti di petrolio e gas, perché l’offerta globale diminuisce.
Aumento delle bollette di luce e gas: uno shock prolungato potrebbe far salire le bollette fino al 30% per l’elettricità e al 37% per il gas.
Carburanti più cari, con la benzina che potrebbe superare i 2 € al litro.
Inflazione e rallentamento economico, se la crisi dura settimane o mesi.
Problemi logistici e commerciali per export e trasporti marittimi.
In alcune stime recenti si parla anche di centinaia di euro di costi in più all’anno per famiglia se la crisi energetica si prolungasse.
Continua a leggere Hormuz ancora chiuso: la crisi è in arrivoPetrolio e Gas alle stelle: ce la farà l’Italia con questo shock inflazionistico
I conti della guerra in Iran saranno presto fatti. Se la guerra non si risolve rapidamente per l’Italia che è energeticamente indipendente per quanto riguarda gas e petrolio il conto da pagare sarà molto alto. Benzina alle stelle e costi dell’energia che si rifletteranno con un aumento del costo della vita molto alto. Anche la BCE sarà costretta ad aumentare i tassi innescando una spirale di stagflazione molto importante per le imprese e i consumatori.
Continua a leggere Petrolio e Gas alle stelle: ce la farà l’Italia con questo shock inflazionisticoIl Milan vince nel recupero, ma lo scudetto è dell’Inter
Il Milan può vincere nel recupero contro la Cremonese, ma è l’Inter che ha vinto lo scudetto. Anche il pareggio 3-3 tra Juventus e Roma è indicativo. Il campionato nel momento clou è finito e si attende solo di giocare il mondiale. In Italia il calcio adesso attende lo spareggio con l’Irlanda del Nord per concludere tutto il sistema.
Continua a leggere Il Milan vince nel recupero, ma lo scudetto è dell’InterL’AI distruggerà dal 2028 con l’agent l’economia?
Citrini Research ha fatto una interessante ricerca su quello che succederà nel 2028 con l’AI Agentico nell’economia.
Promemoria macro
Le conseguenze dell’intelligenza abbondante
CitriniResearch
22 febbraio 2026 30 giugno 2028
Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 10,2% questa mattina, con un sorprendente rialzo dello 0,3%. Il mercato ha ceduto il 2% su questo dato, portando il calo cumulativo dell’indice S&P al 38% dai massimi di ottobre 2026.
Gli operatori sono diventati insensibili. Sei mesi fa, un’informazione del genere avrebbe fatto scattare un interruttore.
Due anni. È bastato questo per passare da un’economia “contenuta” e “settorialmente specifica” a un’economia che non assomiglia più a quella in cui siamo cresciuti. Il memorandum macroeconomico di questo trimestre è il nostro tentativo di ricostruire la sequenza: un’autopsia sull’economia pre-crisi.
L’euforia era palpabile. Nell’ottobre 2026, l’S&P 500 sfiorava quota 8000, il Nasdaq superava quota 30.000. La prima ondata di licenziamenti dovuti all’obsolescenza umana iniziò all’inizio del 2026, e i licenziamenti ebbero esattamente lo stesso effetto previsto. I margini aumentarono, gli utili superarono le aspettative, le azioni salirono. Utili aziendali da record furono convogliati direttamente nell’elaborazione dell’intelligenza artificiale.
I numeri principali erano ancora ottimi. Il PIL nominale registrava ripetutamente una crescita annualizzata a una cifra, da media ad alta. La produttività era in forte espansione. La produzione oraria reale aumentava a tassi mai visti dagli anni ’50, trainata da agenti di intelligenza artificiale che non dormono, non prendono giorni di malattia e non hanno bisogno di un’assicurazione sanitaria.
I proprietari di computer hanno visto la loro ricchezza esplodere con il crollo dei costi del lavoro. Nel frattempo, la crescita dei salari reali è crollata. Nonostante i ripetuti vanti di produttività record da parte dell’amministrazione, i colletti bianchi hanno perso il lavoro a favore delle macchine e sono stati costretti a ricoprire ruoli meno retribuiti.
Quando cominciarono ad apparire delle crepe nell’economia dei consumi, gli esperti economici resero popolare l’espressione ” PIL fantasma “: una produzione che compare nei conti nazionali ma non circola mai nell’economia reale.
L’intelligenza artificiale stava superando le aspettative sotto ogni aspetto, e il mercato era l’intelligenza artificiale. L’unico problema… l’economia non lo era.
Avrebbe dovuto essere chiaro fin dall’inizio che un singolo cluster di GPU nel Dakota del Nord, che generava la produzione precedentemente attribuita a 10.000 impiegati nel centro di Manhattan, rappresenta più una pandemia economica che una panacea. La velocità del denaro si è fermata. L’economia consumistica incentrata sull’uomo, che all’epoca rappresentava il 70% del PIL, si è esaurita. Probabilmente avremmo potuto capirlo prima se ci fossimo semplicemente chiesti quanto spendessero le macchine per fare soldi in beni voluttuari. (Suggerimento: zero.)
Le capacità dell’intelligenza artificiale sono migliorate, le aziende hanno avuto bisogno di meno lavoratori, i licenziamenti dei colletti bianchi sono aumentati, i lavoratori licenziati hanno speso meno, la pressione sui margini ha spinto le aziende a investire di più nell’intelligenza artificiale, le capacità dell’intelligenza artificiale sono migliorate…
Si trattava di un circolo vizioso senza freni naturali. La spirale di sostituzione dell’intelligenza umana . I colletti bianchi hanno visto il loro potere di guadagno (e, razionalmente, la loro capacità di spesa) strutturalmente compromesso. I loro redditi erano il fondamento del mercato dei mutui da 13.000 miliardi di dollari, costringendo i sottoscrittori a rivalutare se i mutui di prima qualità siano ancora redditizi.
Diciassette anni senza un vero ciclo di default avevano lasciato i privati in balia di accordi software sostenuti da PE, che davano per scontato che l’ARR sarebbe rimasto ricorrente. La prima ondata di default dovuta all’interruzione dell’intelligenza artificiale a metà del 2027 ha messo in discussione tale ipotesi.
Questo sarebbe stato gestibile se la disruption fosse rimasta limitata al software, ma non è stato così. Entro la fine del 2027, ha minacciato ogni modello di business basato sull’intermediazione. Schiere di aziende basate sulla monetizzazione degli attriti per gli esseri umani si sono disintegrate.
Il sistema si è rivelato una lunga catena di scommesse correlate sulla crescita della produttività dei colletti bianchi. Il crollo del novembre 2027 non ha fatto altro che accelerare tutti i circoli viziosi già in atto.
Aspettiamo “le cattive notizie sono buone notizie” da quasi un anno. Il governo sta iniziando a valutare proposte, ma la fiducia dell’opinione pubblica nella sua capacità di organizzare qualsiasi tipo di salvataggio è diminuita. La risposta politica è sempre stata in ritardo rispetto alla realtà economica, ma la mancanza di un piano globale ora minaccia di accelerare una spirale deflazionistica.
Come è iniziato
Verso la fine del 2025, le capacità degli strumenti di codifica agentica hanno subito un notevole balzo in avanti.
Uno sviluppatore competente che lavora con Claude Code o Codex potrebbe ora replicare le funzionalità principali di un prodotto SaaS di fascia media in poche settimane. Non perfettamente o con la gestione di ogni caso limite, ma abbastanza bene da far sì che il CIO, esaminando un rinnovo annuale da 500.000 dollari, iniziasse a chiedersi “e se lo realizzassimo noi stessi?”.
Gli anni fiscali coincidono per lo più con gli anni solari, quindi la spesa aziendale per il 2026 era stata fissata nel quarto trimestre del 2025, quando “intelligenza artificiale agente” era ancora un termine di moda. La revisione di metà anno è stata la prima volta in cui i team di approvvigionamento hanno preso decisioni con visibilità su ciò che questi sistemi potevano effettivamente fare. Alcuni hanno visto i propri team interni realizzare prototipi che replicavano contratti SaaS a sei cifre in poche settimane.
Quell’estate, abbiamo parlato con un responsabile degli acquisti di un’azienda Fortune 500. Ci ha raccontato di una delle sue trattative di budget. Il venditore si aspettava di seguire la stessa strategia dell’anno scorso: un aumento annuale del prezzo del 5%, il classico “il tuo team dipende da noi”. Il responsabile degli acquisti gli ha detto di aver parlato con OpenAI della possibilità di far sì che i loro “ingegneri in fase di sviluppo” utilizzassero strumenti di intelligenza artificiale per sostituire completamente il fornitore. Hanno rinnovato con uno sconto del 30%. Un risultato positivo, ha detto. I “SaaS a coda lunga”, come Monday.com , Zapier e Asana, hanno avuto una situazione molto peggiore.
Gli investitori erano preparati, anzi, fiduciosi, che la coda lunga sarebbe stata duramente colpita. Pur rappresentando un terzo della spesa per il tipico stack aziendale, erano ovviamente esposti. I sistemi di registrazione, tuttavia, avrebbero dovuto essere al sicuro da eventuali interruzioni.
Solo con il rapporto Q3 2026 di ServiceNow il meccanismo della riflessività è diventato più chiaro.
LA CRESCITA DEL NUOVO ACV NETTO DI SERVICENOW DECELERA AL 14% DAL 23%; ANNUNCIA UNA RIDUZIONE DEL 15% DELLA FORZA LAVORO E UN “PROGRAMMA DI EFFICIENZA STRUTTURALE”; LE AZIONI SCENDONO DEL 18% | Bloomberg, ottobre 2026
Il SaaS non era “morto”. C’era ancora un’analisi costi-benefici per l’esecuzione e il supporto di build interne. Ma l’internalizzazione era un’opzione, e questo influiva sulle negoziazioni sui prezzi. Forse ancora più importante, il panorama competitivo era cambiato. L’intelligenza artificiale aveva semplificato lo sviluppo e il rilascio di nuove funzionalità, quindi la differenziazione era crollata. Gli operatori storici erano impegnati in una corsa al ribasso sui prezzi: una lotta all’arma bianca sia tra loro che con la nuova generazione di concorrenti emergenti che spuntavano. Incoraggiati dal balzo in avanti nelle capacità di codifica agentica e senza una struttura di costi legacy da proteggere, questi ultimi conquistarono aggressivamente quote di mercato.
Anche la natura interconnessa di questi sistemi non era stata pienamente compresa fino a questa pubblicazione. ServiceNow vendeva licenze. Quando i clienti Fortune 500 tagliarono il 15% del loro personale, cancellarono il 15% delle loro licenze. Le stesse riduzioni di personale basate sull’intelligenza artificiale che stavano aumentando i margini dei loro clienti stavano meccanicamente distruggendo la loro base di fatturato.
L’azienda che vendeva l’automazione del flusso di lavoro stava subendo una trasformazione a causa di una migliore automazione del flusso di lavoro e la sua risposta è stata quella di tagliare il personale e utilizzare i risparmi per finanziare la stessa tecnologia che stava rivoluzionando il settore.
Cos’altro avrebbero dovuto fare? Restare fermi e morire più lentamente? Le aziende più minacciate dall’IA sono diventate le più aggressive nell’adottare l’IA.
Col senno di poi, sembra ovvio, ma all’epoca non lo era affatto (almeno per me). Il modello storico di disruption prevedeva che gli operatori storici resistessero alle nuove tecnologie, perdessero quote di mercato a favore di nuovi entranti più agili e morissero lentamente. È quello che è successo a Kodak, a Blockbuster, a BlackBerry. Quello che è successo nel 2026 è stato diverso: gli operatori storici non hanno resistito perché non potevano permetterselo.
Con azioni in calo del 40-60% e consigli di amministrazione che esigevano risposte, le aziende minacciate dall’intelligenza artificiale hanno fatto l’unica cosa possibile: tagliare il personale, reinvestire i risparmi in strumenti di intelligenza artificiale e utilizzare questi strumenti per mantenere la produttività a costi inferiori.
La risposta individuale di ogni azienda è stata razionale. Il risultato collettivo è stato catastrofico. Ogni dollaro risparmiato sul personale è confluito in capacità di intelligenza artificiale che hanno reso possibile la successiva tornata di tagli al personale.
Il software è stato solo l’atto di apertura. Ciò che gli investitori non hanno colto, mentre discutevano se i multipli del SaaS avessero toccato il fondo, è che il circolo vizioso era già sfuggito al settore del software. La stessa logica che ha giustificato i tagli al personale di ServiceNow si applicava a tutte le aziende con una struttura di costi basata sui colletti bianchi.
Quando l’attrito è andato a zero
All’inizio del 2027, l’utilizzo di LLM era diventato predefinito. Le persone utilizzavano agenti di intelligenza artificiale senza nemmeno sapere cosa fossero, allo stesso modo in cui persone che non avevano mai imparato cosa fosse il “cloud computing” utilizzavano i servizi di streaming. Lo consideravano un po’ come il completamento automatico o il controllo ortografico, una cosa che ora il loro telefono fa solo ora.
L’assistente virtuale open source di Qwen è stato il catalizzatore per l’intelligenza artificiale nella gestione delle decisioni dei consumatori. Nel giro di poche settimane, tutti i principali assistenti virtuali avevano integrato almeno una funzionalità di commercio virtuale. I modelli distillati consentivano a questi agenti di funzionare su telefoni e laptop, non solo su istanze cloud, riducendo significativamente il costo marginale dell’inferenza.
Ciò che avrebbe dovuto turbare di più gli investitori era il fatto che questi agenti non aspettavano di essere interpellati. Operavano in background in base alle preferenze dell’utente. Il commercio ha smesso di essere una serie di decisioni umane discrete ed è diventato un processo di ottimizzazione continuo, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per conto di ogni consumatore connesso. A marzo 2027, l’individuo medio negli Stati Uniti consumava 400.000 token al giorno, 10 volte di più rispetto alla fine del 2026.
L’anello successivo della catena si stava già rompendo.
Intermediazione.
Negli ultimi cinquant’anni, l’economia statunitense ha costruito un gigantesco sistema di rendita basato sui limiti umani: le cose richiedono tempo, la pazienza si esaurisce, la familiarità con un marchio sostituisce la diligenza e la maggior parte delle persone è disposta ad accettare un prezzo basso per evitare ulteriori clic. Migliaia di miliardi di dollari di valore aziendale dipendevano dal persistere di questi vincoli.
All’inizio era tutto abbastanza semplice: gli agenti eliminavano gli attriti.
Abbonamenti e membership che si rinnovavano passivamente nonostante mesi di inutilizzo. Prezzi di lancio che raddoppiavano furtivamente dopo il periodo di prova. Ognuno di questi servizi veniva ribattezzato come una situazione di ostaggio che gli agenti potevano negoziare. Il valore medio del ciclo di vita del cliente, la metrica su cui si basava l’intera economia degli abbonamenti, subì un netto calo.
Gli agenti dei consumatori iniziarono a modificare il funzionamento di quasi tutte le transazioni tra consumatori.
Gli esseri umani non hanno il tempo di confrontare i prezzi tra cinque piattaforme concorrenti prima di acquistare una scatola di barrette proteiche. Le macchine sì.
Le piattaforme di prenotazione viaggi sono state una delle prime vittime, perché erano le più semplici. Entro il quarto trimestre del 2026, i nostri agenti erano in grado di creare un itinerario completo (voli, hotel, trasporti via terra, ottimizzazione della fidelizzazione, vincoli di budget, rimborsi) in modo più rapido ed economico di qualsiasi altra piattaforma.
I rinnovi assicurativi, il cui intero modello di rinnovo dipendeva dall’inerzia del contraente, sono stati riformati. Gli agenti che rivedevano annualmente la copertura hanno smantellato il 15-20% dei premi che le compagnie assicurative guadagnavano dai rinnovi passivi.
Consulenza finanziaria. Preparazione delle dichiarazioni dei redditi. Lavoro legale di routine. Qualsiasi categoria in cui la proposta di valore del fornitore di servizi fosse in definitiva “Mi occuperò della complessità che trovi noiosa” veniva interrotta, poiché gli agenti non trovavano nulla di noioso.
Continua a leggere L’AI distruggerà dal 2028 con l’agent l’economia?Pisa in B e Milan senza scudetto: 23 febbraio 2026
Siamo a febbraio e diciamo che i primi verdetti possono essere scritti. Il Pisa perde contro la Fiorentina e per i nerazzurri significa quasi certamente la serie B, dopo un anno di serie A conquistata da Pippo Inzaghi. L’ allenatore che ha sostituito Gilardino non è in grado di compiere le stesse partite e tutto fa pensare ad una fine amara per la squadra sotto la Torre. Il Milan perde 1-0 col Parma in casa, tra l’altro squadra che si sta salvando benissimo, e quindi questo significherà quasi probabilmente il 21 esimo scudetto per l’Inter visto che il Napoli, Roma e Juventus sono molto lontane dalla vetta. L’obiettivo di Allegri era tornare in Champions e lo aveva dichiarato e in questo modo non ci sono dubbi. Dopo tante belle partite anche i rossoneri devono mantenere le prime quattro posizioni anche se il calcio di corto muso qualche volta non basta per battere le squadre anche più arcigne come il Parma.
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